Cucine Da Incubo, la notizia gela i fan di Cannavacciuolo: nessuno si aspettava la doccia fredda che arriva da Sky.
Antonino Cannavacciuolo, è tra i personaggi televisivi più amati dal pubblico. La sua genuinità e simpatia sono contagiosi, oltre all’innegabile talento in cucina. I suoi programmi sono seguitissimi e famose le sue energiche pacche sulle spalle.

Di lui si apprezza anche la spontaneità con la quale si rivolge ai suoi telespettatori, rivelando anche molto di sé (come ad esempio la sua infanzia, raccontando come funzionava a casa sua quando era piccolo). E la curiosità che ruota intorno a lui fa sì che tutti vogliano conoscere dettagli, come il perchè era circolata la notizia che tutti i suoi ristoranti dovessero chiudere, o quanto costi un weekend di lusso a Villa Crespi. E non dimentichiamo le sue ricette da copiare per mettere in tavola piatti unici e saporiti, come gli spaghetti al polpo (se vuoi provarli ti lasciamo qui le indicazioni).
Cucine Da Incubo, il futuro del format televisivo
Antonino Cannavacciuolo, con la sua presenza magnetica e la voce profonda, lo ammette senza troppi giri di parole, come chi sa di dover dire qualcosa che non si può ignorare. Alla presentazione della prossima stagione televisiva Sky, a Milano, lo chef ha sorpreso tutti. Chi si aspettava l’annuncio di una nuova edizione di Cucine Da Incubo con qualche dettaglio gustoso o anticipazioni sulle nuove sfide, ha ricevuto invece un messaggio piuttosto diretto.
“L’incubo vero non è in cucina. Lì, se sai cosa fare, tutto si risolve. Il vero incubo è che ci sono bambini che oggi non hanno nulla da mangiare.” Poche parole, ma che pesano più di una puntata intera. Mentre nel mondo televisivo si rincorrono idee, format e audience, la realtà che preme fuori dallo studio è quella di una fame che non porta share, ma che esiste. E lo chef lo sa. Perché prima di essere volto televisivo, Cannavacciuolo è uomo, un padre e non ha dimenticato cosa conta davvero.

Ha iniziato proprio su quella piattaforma più di dieci anni fa, e nel 2026 tornerà ancora con una versione rinnovata del programma. Non ha svelato nulla sulle novità in arrivo, se non con una battuta: “O la chiudiamo o la cambiamo”, segno che anche dietro le quinte la volontà è quella di evolvere, di non fermarsi, di raccontare la cucina in modo nuovo.
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Ma la vera rivoluzione, forse, è già cominciata con queste sue parole. Mentre tutti parlano di ricette, lui parla di bambini. Mentre si discute di ascolti, lui punta l’attenzione su chi un piatto non può nemmeno sognarlo. C’è una grande differenza tra chi recita un copione e chi porta con sé un senso più profondo del proprio ruolo pubblico. Cannavacciuolo usa la visibilità per fare altro. Non solo per intrattenere, ma per accendere un riflettore su ciò che importa davvero. Quel contrasto tra le cucine perfette della TV e le mense vuote di chi non ha nulla.
Nel suo modo semplice e diretto, c’è qualcosa che va oltre il personaggio. C’è credibilità. C’è umanità. C’è autorevolezza. Quella che non nasce dalla fama, ma dal vissuto. E dal coraggio di non girarsi dall’altra parte.





